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«IN TEDESCO, SI MENTE QUANDO SI È CORTESI»
DER JUNGE LORD · IL GIOVANE LORD
Libretto Ingeborg Bachmann, da un apologo di Wilhelm Hauff
Musica Hans Werner Henze

Gianluigi Toccafondo, manifesto per Der junge Lord.
Direttore Markus Stenz
Maestro del coro Lorenzo Fratini
Regia Daniele Menghini
Scene Davide Signorini
Costumi Nika Campisi
Luci Gianni Bertoli
Coreografia Sofia Nappi
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino
87° Maggio Musicale Fiorentino 2025
Prima rappresentazione in Italia in lingua originale
Sopratitoli in italiano e inglese a cura di Prescott Studio
Firenze, Teatro del Maggio
17, 21, 23, 25, 28, 31 maggio
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Der junge Lord (Il giovane Lord), opera andata in scena con grande scalpore alla Deutsche Oper di Berlino nel 1965, è un lavoro con un baricentro in continua ridefinizione che, pur sposando lucidamente una narrazione musicale e scenica riconoscibili, tende continui agguati allo spettatore e agli interpreti, ricorrendo a un sapiente e inedito gioco stilistico di maschere dove alla fine prevale una resa amarissima all’ipocrisia.
Il direttore di questa produzione, Markus Stenz, uno dei più affermati e trascinanti interpreti della musica di Henze, considera Der junge Lord già un ‘classico’, «un capolavoro del secolo passato; in questa partitura, tutto fa senso – a livello istintivo, testuale e teatrale». E la risposta dell’Orchestra del Maggio è per Stenz di un entusiasmo emozionante.
Il regista, Daniele Menghini, commenta così il suo percorso di avvicinamento a questo titolo, assente dalle scene italiane: «È una grande gioia mettersi a lavorare su un titolo così ‘clandestino’ […]. Va cercata una sintonia con Henze, con la sua urgenza di raccontare un mondo che sta cambiando, che sta uscendo dalla Seconda Guerra Mondiale e che si sta riconfigurando. Una società che sta facendo i conti con le proprie paure: il nuovo, il diverso, i nuovi orizzonti. E questo nella musica di Henze è condensato, [al punto tale da renderla] pericolosa, affilata, tagliente – e bisogna [saper] cercare [questo] sapore del grottesco […]. Si ha fra le mani un’opera corale […]. Il cast porta avanti la drammaturgia, ma sempre insieme alle masse, agli attori, agli acrobati, al circo […]. Ogni elemento […] del dispositivo scenico è drammaturgia. Quindi non basta […] mettere a fuoco i protagonisti perché i protagonisti non ci sono».
Anteprima.
Markus Stenz, direttore.
Daniele Menghini, regista.
Dietro le quinte.
